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Tuesday, 22 November 2016 16:06

My Groove For Thought Audition

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I Groove for Thought da quando gli ho scoperti, ormai 5 anni fa', sono stati un'altro punto di riferimento nella musica vocale e strumentale.

Onestamente credo che sia uno dei (molti) gruppi che utilizzano voci e strumenti, insieme, creando un gruppo di ottimo livello.

Si stà parlando di un livello davvero alto, alla Manhattan Transfer, piuttosto che ai New York Voices, per intenderci.

Inspirati dai Manhattan, dai NYV e dai Take 6 esitono dal 2000 (!!) e suonano
"classic tunes in a jazz style unlike anything you’ve ever heard"...ed hanno ragione.

Dal loro sito si capisce quanto siano apprezzati anche a livello nazionale, con la vincita di premi e nomination ai CARA's. 

"
They are winners of the 2005 National Harmony Sweepstakes Competition and the 2006 and 2011 Contemporary A Cappella Recording Awards for “Best Jazz Song” and “Best Holiday Song” respectively.

Additionally, Groove was selected “Favorite Jazz Group” in the 2011 A Cappella Community Awards."

Vi linko qualche brano:

Groove for Thought : True Colors

Groove For Thought : Carol Of The Bells

Insomma, gente che ne capisce. 

Ottimi (e difficili) arrangiamenti ed idee comunque molto fresche ed originali, con innesti strumentali suonati da paura e in perfetta fusione con le voci, grazie ad un mastering di ottimo livello.

Groove For Thought: Strangers of the Heart 

Date un'occhiata al loro sito e troverete tutte le informazioni ed i link utili ---> Groove for Thought

Ecco la mia storia.


Apro Facebook.

Vedo che il gruppo cerca un Tenore.

Compilo il forum di richiesta.

E teoricamente per me il "Grande Fratello finisce qui".

....dopo una settimana... MAIL.

"Cantaci stà roba qui!" ----> "
Herold's House of Jazz"

 

Ecco.

Avevo 2 giorni di tempo per impararmi questa roba qui... e immaginate la mia faccia.

Sentite il Tenore 2? No? NOOO? ANCORA NO?

Ecco, immaginate la mia faccia, ancora una volta.

 

Sulle parti il Tenore è segnato, certo... il problema è seguirlo!

Registrato e mandato, in una giornata di duro lavoro.

Sono ancora qui, in Italia, con 9 ore di fuso orario di differenza rispetto a Seattle.

E allora?

 

Si cresce, ci si mette in giorco, si studia per migliorarsi, sempre, arrivando sempre molto vicini al traguardo.

 

Mettersi in gioco, provarci.

 

Provarci con gruppi di diversa nazionalità, di elevatissima preparazione, con anni di carriera alle spalle.

 

Si si, spesso accetto sfide impossibili, avete ragione.

 

E' da pazzi.

 

Ma l'ultima volta che l'ho pensato sono arrivato al secondo posto.

 

Divertente.

 

 

 

 

 

 

Thursday, 17 November 2016 10:02

BOSS, Gli "Oscar" della musica vocale!

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Il BOSS (Boston sings) è il festival di musica a cappella per eccellenza negli Stati uniti e non solo.. per intenderci è il festival dove tutti gli anni si assegnano i CARA awards (grammy della musica vocale nel mondo).

Organizzato da CASA (The Contemporary a cappella society), si spalma su 3 giorni: il primo dedicato alla competizione tra i 4 migliori cori del college selezionati, il secondo ad un giornata intensa di lezioni, premiazioni (CARA’s) e concerti, il terzo dedicato ancora a lezioni e a “round tables” finali.

La decisione di andare a seguire questo festival è arrivata proprio per la forte volontà di uscire dai confini ed analizzare nuove realtà (non solo in forma telematica come già facevamo, ma tastando con mano).

Raccontare il festival è molto complicato. 

La prima considerazione che ci è venuta in mente sentendo la prima nota del primo gruppo (coro del college, età media 20 anni) all'interno della competizione dedicata è che il gruppo più “scarso” della serata sarebbe probabilmente uno dei migliori in Italia (e non solo tra cori giovanili). 

Arrangiamenti interessanti, anche se a volte un po’ confusionari, armonie ricche, belle coreografie (anche se spesso creano distrazione) e ottimi solisti con nota di merito per un interpretazione di Eleanor Rigby dei The Beatles davvero sopra la norma.

È una questione culturale, non di potenziale.

Siamo convinti che l'Italia potrebbe dare tantissimo in campo internazionale (vedi Itaca project) ma anche in campo nazionale.

Detto questo non è tutto oro quel che luccica, gli americani si esaltano appena un basso scende sotto un Mi1 è un tenore sale sopra un Fa3..

È così, cercano l'americanata, potremmo definirli molto "cinematografici".

Il livello di base però è pazzesco; tutti i gruppi e cori al liceo hanno almeno un disco di un bel livello (qui a volte nemmeno i professionisti) e fanno videoclip.. Voi direte "eh ma c'hanno i soldi!" e possiamo anche essere d'accordo, ma siamo convinti che nessun coro liceale e/o universitario arriverebbe mai a produrre un lavoro simile.

L'età media dei partecipanti al festival era sui 18 anni, altro dato importante.. i giovani ci tengono e partecipano numerosissimi!

Ma anche qui é una questione culturale..

Nel discorso di Deke Sharon (fondatore di CASA) per celebrare l'award alla carriera nonchè i 25 anni di CASA lui stesso ha ammesso che all'inizio tutti collegavano la musica a cappella al coro della chiesa o ai barbershop..

È stata una lenta ascesa culturale che ha fatto sì che oggi in America questo tipo di musica è considerata un genere (con festival, film, programmi tv ecc..).

Per farvi capire però l’umiltà delle persone, Jeff Tacher, storico percussionista vocale dei Rockappella, il sabato seguiva i workshops insieme a noi..... come fosse un ragazzino di 16 anni che ha tutto da imparare!

L'erba del vicino non è sempre più verde però, i Cluster (ospiti come main group del festival) hanno letteralmente spaccato il mondo con uno dei più bei spettacoli che abbiano mai fatto, in nostra presenza, portando alta la bandiera italiana vincendo tra l’altro ben 5 awards (su 8 nominations) .

Non solo i CLUSTER a rappresentare l’Italia; Giorgia Renosto, ex studentessa del Berklee college of music e cantante delle Women of the World, ha fatto parte della giuria esaminatrice della competizione dei cori insieme a Bill Hare (famoso produttore americano) e Clare Wheeler (The Swingles).

Eccellenze italiane all'estero di cui si conosce poco.

Da ultimo, gli Swingles continuano a stupirci per l’eccellenza che continuano a raggiungere… e vederli cantare "Se telefonando" di Mina (arrangiata magnificamente da Erik Bosio) insieme ai Cluster è stato motivo di orgoglio.

As a Mix, Guido Giordana & Lorenzo Subrizi

 

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Thursday, 17 November 2016 09:42

As A Mix

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Guido Giordana, cantante.

Lorenzo Subrizi, arrangiatore e cantante.

Il duo As a Mix nasce nel 2013 come formazione strumentale/vocale, con la volontà di proporre nuove idee musicali e di fondere diversi stili in chiave acustica.

La loro prima apparizione pubblica, a Gennaio 2013, li vede protagonisti al Teatro Toselli di Cuneo, in occasione del concerto dedicato alla giornata della memoria, con un grande successo di pubblico.

L'enorme esperienza, nell'ambito della vocalità corale a cappella classica e moderna, accumulata negli anni con diverse formazioni (Domino vocal group, Comedaccordo, Voxes), li porta, nel 2016, ad ampliare il progetto verso il mondo discografico.

Nel Marzo 2016 esce quindi il loro primo singolo "Writing's on the wall" (tratto dalla colonna sonora del film "007 Spectre"), che riscontra subito un grande successo di critica in campo nazionale ed internazionale.

As a Mix - Writing's on the wall (Sam Smith Cover)

L'evoluzione del progetto deriva dalla volontà di produrre musica vocale a cappella con brani, originali e non, che amalgamo sonorità classiche/contemporanee e pop/moderne maturate nel corso degli anni.
Qui di seguito il loro primo brano originale, con testo di Ilaria Lorefice, "CAPTAIN OF THE SEA".

As a Mix - Captain of the Sea

Enorme successo la collaborazione con Jo Goldsmith - Eteson (www.theswingles.co.uk) in "Hey Now", cover dei London Grammar.

As a Mix featuring Jo Goldsmith-Eteson - "Hey Now" (London Grammar Cover)



 

HEY NOW OK



Tuesday, 19 May 2015 10:01

My Swingle Audition

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30.04.2015

As you may have read in my previous articles I wanted for a long time that has happened, and now that I'm in it makes me very very happy.

I will hold in London the third and final stage of the auditions for Baritone / Tenor 2 of The Swingles.

So happy! :)  

 

14.06.2015 

An amazing experience.

Some huge hugs with all my heart to Jo, Sara , Clare, Oliver, Kevin and Edward.

Love you all. 

Un'esperienza che portero' nel cuore tutta la vita.

Ho concertato con i Swingle, uno dei più grandi gruppi acappella della storia.

13 pezzi a memoria in due settimane scarse, giornate intense, mente ubriaca e voce potente.


Ora so' che ho realizzato un sogno.

Ora so' che si puo' fare.

Sono arrivato al secondo posto, davanti a me solo un ragazzo. 

Questo vale più di ogni altra cosa.

 



 

 

 

 

 

 

Tuesday, 10 February 2015 08:32

Domino in Voices Only A Cappella IV

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We are really excited to have been selcted for "Voices Only forte IV", the great compilation by Voices only a cappella and the great Corey Slutsky!
This album features 20 tracks by some of the most innovative a cappella artists from around the world like m-pact, Onair, The Edge Effect, Fermata Town, Overboard, Alti e bassi (from Italy, we are the first italian a cappella groups in this compilation) and many more.
Our version of "Blue ocean floor by Justin Timberlake will be the track n. 19!
We're very happy about this, thank you all guys!
check out the list here:
http://www.voicesonlyacappella.com/Forte/forte4.php

https://itunes.apple.com/us/album/full-set-of-heartbreaks/id966355788?i=966356812&ign-mpt=uo%3D4

Friday, 21 November 2014 15:44

Un Bel Respiro

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“Pezzo nuovo!”

Sei pagine impregnate di quell'odore di inchiostro, appena stampato.
“Danny Boy” recitava il titolo. Mai sentito.

“Tenori! ”
Un bel respiro.

Le note arrivavano prima dal pianoforte, poi dalle labbra.
Piuttosto complicata.

Pian piano le voci si uniscono...

Dolce, triste, agrodolce.
La tua voce con le altre, come addentare un limone 

e subito dopo intingere il dito nei cristalli di zucchero.

Potente e definitivo, il vero colpo al cuore arrivò quando lo ascoltai sussurrato dagli ideatori di quell'emozione.

Immaginatevi la scena.
Un ragazzino che, lezione terminata, corre a casa e 

inizia una ricerca ossessionata di tutti i brani mai creati da quel gruppo, riempie l'mp3 e 

stressa ogni essere vivente che incontra con un auricolare in mano,
ripetendo per mesi interi:

“Sentisentisenticheroba!” ,
“Forsequestoèilmiopreferitotuchedici?”

Di tempo ne è passato.
A parte i brani in più (e di diversissimo genere) sull'mp3, non son cambiato.
Non che ossessioni la gente, sia chiaro, ma ho preso talmente tanto esempio da quei cantanti 

che sono diventati il mio simbolo di una vita dedicata al canto.
 Nati originariamente a Parigi agli inizi degli anni 60, si trasferì a Londra 

e venne ricostruito da 8 cantori educati secondo la tradizione corale inglese.
Risultato?
Un gruppo con una tecnica impeccabile, un amalgama rara e una matrice fortemente classica,
capace di cantare da Bach al Jazz, fino alla musica contemporanea, a livelli da Grammy Awards.
Michele Manzotti e la Rai hanno fatto un ottimo lavoro analizzando il gruppo in tutte le sue più svariate sfumature.

Personalmente, potrei definirli un “gruppo d'ascolto”.
Noterete come rispettano, nel senso più profondo del termine, la musica.
Sembrano al suo servizio, la ascoltano, si ascoltano e lasciano parlare lei, attraverso il filtro del respiro e del suono.

Cantano le pause, cantano gli stati d'animo, cantano la musica, ma per davvero.

 

E tu sei immancabilmente sei lì con loro, a farti attraversare.

Ho avuto occasione di passarci un po' di tempo insieme.

 

E bisogna esser grandi cantanti certo, ma anche grandi persone.

Ognuno di noi ha delle ambizioni.

 

Ognuno di noi DEVE avere ambizioni.

 

Ecco la mia.

 

 

Il canto è meraviglioso, in ogni sua forma, 

ma quando le mie orecchie hanno sentito questi cantanti,

il mio cuore aveva già deciso:

 

Voglio essere uno di loro.

 

Un bel respiro.

 

Play!

 

http://youtu.be/ollaKt4uGeg


http://youtu.be/-uiG5jJavTU



Ora puoi toglierti quel sorrisetto dalle labbra..

Tranquillo! So' che non lo hai fatto apposta, lo so di per certo!


Perchè spesso mi metto a sorridere anch'io. 


Poi a piangere.

Un bel respiro.

Ed è proprio a quel punto che capisco che sto' facendo sul serio.

Saturday, 04 October 2014 18:28

Quelli del King's College

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I King's Singers per me sono stati studio ed ispirazione per anni, e lo sono tutt'ora!

 

Sarebbe facile traslare “ King's Singers ” in “ I Re dei Cantanti ” dopo averli ascoltati, ma, ahimè, non è così.

Nel 1968 sei studenti del King's College di Cambridge si staccano dall'omonimo e famoso coro inglese e

danno vita ad uno dei sestetti vocali maschili più famosi del mondo, arrivando a vincere,
nel 2009 il Grammy Awards con l'album “ Simple Gift ”.

Siamo ormai tutti abituati a vedere e sentire gruppi cosiddetti misti, formati da uomini e donne;

in questo caso le parti “ superiori ” sono cantate da 2 controtenori ,detti anche falsettisti, potete poi riconoscere un tenore,
due baritoni e un basso.
Per quanto io ami i gruppi misti questo sestetto mi ha fatto letteralmente innamorare della vocalità a cappella.
La loro smisurata bravura non si ferma solo al repertorio di musica antica e madrigalistica,

spazia dallo spiritual  al folk, rock, fino al jazz, passando per un repertorio classico romantico e contemporaneo.

Insomma, bravi ? Assolutamente.
..a far tutto? Quasi.

Come tutti i gruppi sono più votati per qualcosa,

e quel qualcosa per i King's Singers è  la musica classica romantica.

Penso che non esista al mondo gruppo migliore di questo nel raccontare il Romanticismo in musica.
Quello che davvero fa' padrone dell'orecchio in questo gruppo è l'amalgama e il suono.
La forza di molti unita in una sola cosa.
Grazie anche alla grande intesa tra loro, fatta di grande ascolto e talvolta di sguardi,

cercano spesso un suono che nella vocalità moderna definiamo “ coperto ” e caratterizzato da una timbrica molto variabile,

per lo più “ scura ”.
Un “suono classico” per “ coro classico ”. 

Questo però permette di inglobarsi l'uno con l'altro in un suono tipicamente introverso e intimo,

che per la musica romantica del '900 calza a pennello.

Nonostante i componenti siano cambiati più e più volte nel corso degli anni e nonostante il suono non racconti nulla di nuovo

la vocalità di questi ragazzoni trova sfumature variabili ,

dalla “potente massa vibrante” maschile dei baritoni e del basso fino ad arrivare alle voci auliche dei falsettisti,

passando dalla voce tenorile, che fa quasi da ponte di congiunzione con queste due realtà che sì, sono distinte,

ma sapientemente bilanciate dai cantanti, abili a risaltare il giusto suono con la giusta timbrica nel giusto momento.

 

 Il tutto con estrema naturalezza e fluidità.
Quando una cosa emoziona e mi passa attraverso lascia sempre una “ pura realtà ” .

Quella per la quale ogni volta che li sento mi dico :
“ Questi sono i King's Singers.”
Senza ombra di dubbio.
Impossibile non ascoltarli. Pura realtà.


Vi lascio con una piccola videografia di 3 pezzi..anche se avrei voluto mettere ogni video esistente sul Web!

Vi consiglio di chiudere gli occhi e provare a ritrovare quello che vi ho raccontato..

Il primo pezzo, Danny Boy, è una ballata tradizionale Irlandese e parla della sofferenza e l'amore di una madre per la partenza del figlio in guerra..
Notare come nel capito “ Tempo ” non ci sia controllo voluto né tanto meno un tempo prestabilito, importante “ sentire l'insieme ”, piuttosto che il “ vicino ”.
Sillabazione identica per tutti, come spesso accade in questi ensamble, con vocali chiuse e aperte,
studiate e calibrate con precisione.
Un lavoro altamente professionale, come tutti i loro pezzi.

http://youtu.be/SfGTq71VXfo

Il secondo è un brano dei Queen.
Ricorda molto, anche nell'arrangiamento, oltre che nella scenetta spiritosa gruppi degli anni '30 del Novecento, come i Comedian Harmonists di Berlino.
  Humor all' inglese: movimenti piccoli e studiati, senza strafare.

http://youtu.be/Sz9GyGzfihM

Il terzo.
Lullay My Liking, un pezzo di Adrian Peacock, riarrangiato magistralmente dall'ormai ex -baritono,
Philip Lawson.
Scrittura classica piuttosto complessa con grande influenze di monodie antiche..con pennellate rinascimentali..
Il suono, l'unicità di esso..di nuovo da padrone..
Dinamiche e fraseggi importanti fanno di questo pezzo l'ennesimo piacere.

http://youtu.be/KXH7062QOBg


Potete riaprire gli occhi e tornare sulla terra.

Perchè è proprio questo il punto, tornare, e riascoltare.

E già sapete che vi piace.

Monday, 22 September 2014 16:16

InCanto, il mio inizio.

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Mi sono innamorato del canto.
Mi sono innamorato del canto nella sua più pura essenza.

Mi sono innamorato del canto corale alle scuole superiori, prima ancora di capire cosa significa essere adolescente.


Materia obbligatoria, rispecchiava lo standard ormai conosciuto in tutto il mondo: rigorosamente in piedi, 

parti alla mano e occhi ben aperti per seguire in ogni movimento la regia,il direttore.

Potremmo chiamarla “routine”,una quotidianità fatta di musica cantata.
Sinceramente? Finivo le ore con la stessa voglia di ricominciarle.

Poi, è successo.

Un mattino, a scuola, son arrivati dalla Germania alcuni ragazzi, una trentina credo,
ospitati da noi alunni per uno “scambio culturale”, così lo chiamavano.

La lingua straniera era incomprensibile , quindi si misero in semicerchio davanti a noi, nell'atrio del Liceo

e si misero a cantare.
E tra me pensavo, “ comunicare cantandoci qualcosa? “ , “con dei suoni?”

Il Rundfunk Jugendchor di Wernigherode aveva appena aperto bocca, e già mi sentivo male.
Ma un male che non avevo sentito ancora.
Un male benefico, che mi prese le gambe e con un brivido mi percorse tutto il corpo,

 come un fulmine colpisce un albero.

Erano semplicemente meravigliosi , naturali , ragazzi come noi che facevano quello che facevamo noi,
ma COMUNICANDOCI qualcosa, forse il più sincero “grazie” mai sentito.


Ora non ricordo (e neanche riuscivo a capire) cosa ci dicevano e in quale lingua, 

ma era ugualmente un momento bellissimo.

Erano pura massa vibrante, mai sentita in vita mia.
Sembravano arrivati da un altro pianeta, forse complice anche la nostra scarsa conoscenza di quell'ambiente.
Ma ora lo posso davvero dire , erano di un livello tecnico molto alto, 

stilisticamente calibrati e perfettamente coordinati.

Ma soprattutto COMUNICATIVI.

Questo lo faceva, e lo fa', uno dei cori più importanti d'Europa.

In quel preciso istante, dopo che il fulmine mi aveva colpito,

avevo capito a 14 anni, che della mia vita volevo fare questo.


Essere comunicazione fatta a suono , massa vibrante alla portata di tutti veicolata da grande semplicità.


Sentirsi parte integrante di una massa vibrante, come lo erano loro, ognuno con il proprio “io - cantante”

a formare un “noi - cantante ”, come unica grande entità vocale.

E' stato il punto focale della mia crescita, sia individuale che in gruppo,

e non c'è giorno che non mi ritrovi a pensare a quella sensazione,

legandomela stretta il più possibile, per non perdere la spinta necessaria a studiare,

a creare suoni, in grado di essere trasparenti agli occhi e incisivi al cuore.

 

Wednesday, 03 September 2014 07:48

Domino

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Dopo un'intensa esperienza in ambito corale, questi ragazzi hanno deciso di portare avanti l'eredità musicale del canto a cappella, ed hanno come obiettivo la diffusione della musica vocale in ambito didattico e concertistico.

L'iniziativa nasce proprio nell'intento di far conoscere diversi tipi di musica in uno stile rinnovato e originale, puntando su arrangiamenti vicini al "contemporary acappella".

Nel 2011 hanno collaborato con il conservatorio "G.F.Ghedini" di Cuneo esibendosi in diversi concerti (ospiti anche al "Premio delle arti jazz") e sono stati selezionati come special guest al Winter Vocal Festival di Pinerolo (TO), festival nazionale di musica acappella.

Nel giugno 2012, si sono inoltre esibiti a Cugés les-pins (Marsiglia), con il loro nuovo spettacolo, "Blended Voices", per sponsorizzare il triennio dedicato a promuovere Marsiglia come capitale europea della musica.

Nel dicembre 2012, sono stati ospiti al "Play the Voice" di Padova, evento benefico organizzato dai Vocalica e con ospiti di eccezione come Paola Folli (vocal coach di X Factor e vocalist di "Elio e le storie tese") e Francesca Michielin (vincitrice dell'edizione X Factor 2012 ).

Nell'autunno 2012, hanno avuto l'opportunità di lavorare con Tobias Hug, ex membro degli The Swingle Singers.

Il 2013 è stato caratterizzato dalla partecipazione al progetto "ItAcA project, Italian a cappella project", progetto creato dal baritono del gruppo Lorenzo Subrizi e dal cantante e beatboxer Alessandro Gnolfo, che consiste in un coro virtuale formato da tanti gruppi vocali italiani.

Nel novembre 2013 si sono esibiti alla prima edizione del "Fossano in Voce Festival", organizzato dalla Fondazione Fossano Musica e nel 2014 hanno chiuso il Vocalmente Festival, evento Italiano di musica vocale.



SOGNIAMO IN SILENZIO MA VIVIAMO AD ALTA VOCE!

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